venerdì 28 ottobre 2016

Pascoli e Govoni: Due poesie per il giorno dei Santi




Chi legge abitualmente Lettore di Provincia è abituato al fatto che, in occasione di particolari ricorrenze dell'anno, ci piace proporre qualche poesia o qualche filastrocca a tema. 
Così ci è capitato di presentare filastrocche dedicate al Carnevale, oppure poesie dedicate all'Epifania. E' un modo di ricordare versi che abbiamo magari studiato a scuola, oppure di proporne di nuovi. Visto che la cosa generalmente riscuote l'interesse dei nostri lettori, oggi ho pensato di proporvi due testi dedicati alla festa di Ognissanti. Spero che li possiate apprezzare. Se volete, lasciate un commento: sarà gradito!



Novembre (Giovanni Pascoli)


Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro senti nel cuore...

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
vuoto il cielo, e cavo al piè sonante sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile.
È l'estate, fredda, dei morti.


                        


            

 Ognissanti (Corrado Govoni)

  
Ognissanti! Domenica! La pioggia 

sembra che tessa de le funebri ghirlande... 
Sul marciapiede tra la noia roggia 
s'affretta una chiassosa squadra d'educande. 

Soffia il vento. Domenica! Ognissanti! 
giorno de gli ineffabili preparativi 
e dei pellegrinaggi ai camposanti 
coi cuscini di verdi e rossi semprevivi! 

Lo stellato del vecchio gelsomino 
odora nel testo dal fodero di vaio. 
Tra il fruscìo de le foglie, nel giardino 
bagnato (è il pomeriggio) ferve il passeraio. 

I vetri de la stanza a gli insistenti 
sbruffi raggrinzano i loro pomelli smorti; 
e le campane da tutti i conventi 
recitano l'ufficio a lutto per i morti. 






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